Roma tra esoterismo e fantasmi!

Forse non tutti sanno che Roma, oltre ad essere un museo a cielo aperto, nasconde molti misteri e leggende legate all’esoterismo e alla magia.

Se volete fare un percorso alla scoperta di Roma da questo punto di vista leggete la mia guida.

La sedia del diavolo

Si trova nel quartiere Africano e precisamente al centro di piazza Elio Callisto.

Si tratta di un vecchio rudere di una quindicina di metri di epoca romana che ricorda una sedia con dei braccioli, o addirittura assomiglia ad un trono con la spalliera alta e i braccioli altrettanto pronunciati.

Prima dell’urbanizzazione di Roma, la “Sedia del Diavolo” si trovava in aperta campagna e incuteva in tutti i contadini davvero molta paura.

Le leggende narrano che in passato, in quel rudere solitario si svolgessero delle vere e proprie orge e che chi si avvicinava alla sedia, acquistava il dono della profezia e la capacità di curare le malattie. Altri raccontano che il diavolo la costruì in quel punto perché si trovava alle spalle della Basilica di San Pietro.

Nonostante il trascorrere del tempo il rudere oggi ancora resiste ma è stato da una cancellata per evitare lo stallo di barboni. In verità gli archeologi hanno confutato che questo rudere è la tomba di Elio Callisto ed è per questo che negli anni ?5’ del secolo scorso alla piazza è stato dato il suo nome.

La sedia del Diavolo

Il serpente sacro dell’Isola Tiberina

Si trova proprio sull’isola Tiberina e si tratta di un tempio dedicato al Dio Esculapio in cui è scolpito un serpente che è il suo simbolo. La leggenda narra che nel 293 A.C.  ci fu una pestilenza e che cercare di arginarla alcuni  romani  si recarono in Grecia per chiedere aiuto ad Esculapio che appunto era il Dio della Medicina. Quando furono di ritorno a Roma sulla loro nave trovarono un serpente che scese e striscio fino all’isola Tiberina e questo fu interpretato come un segno di Esculapio e gli fu dedicato un tempio. Poco dopo la pestilenza ebbe fine.

Il serpente sacro isola Tiberina
Il serpente sacro isola Tiberina

Quartiere Coppedé

 Tra via Tagliamento e piazza Buenos Aires, sorge il quartiere Coppedè, che prende il nome dal suo architetto Gino Coppedè. Fu costruito dal 1915 al 1927 presenta uno stile barocco miscelato ad uno stile medievale. Si narra che l’architetto fosse un massone, e che abbia riempito questi edifici di simboli esoterici. Sotto l’arco simbolo del  quartiere,  potrete vedere  un lampadario, che indica l’inizio di un viaggio iniziatico. Infatti i massoni, in effetti, sono detti anche figli della luce intesa come luce della conoscenza. Sull’arco è rappresentata anche una coppa che richiama quella del Santo Graal, mentre le coppie di colonne rimandano al Tempio di Salomone e le numerose torrette alla Torre di Babele. Inoltre, sul  Palazzo Hospes Salve vi è un’epigrafe latina la cui traduzione è “Entra in questa casa chiunque tu sia; Sarai un amico. Io proteggo l’ospite”. Infine  la famosa Fontana delle Rane in Piazza Mincio ed il  Villino delle fate. Quest’ultimo è composto da tre villini, che omaggiano tre luoghi della cultura, ossia Firenze, Roma e Venezia attraverso simboli e personaggi che ricordano le tre città.

Quartiere Coppedé
Quartiere Coppedé

Porta alchemica di villa Colombara

la porta alchimia si trova nel cuore di Piazza Vittorio nel quartiere Esquilino. Nel Seicento, nella zona  dove oggi vi è la piazza, sorgeva Villa Colombara di proprietà  del marchese Massimiliano Colombara, membro dei Rosa Croce, famoso ordine esoterico.

Il marchese appassionato di alchimia finanziò le ricerche di un giovane alchimista, Giuseppe Borri, che condusse nel laboratorio della villa molti esperimenti per trovare una mitica pietra filosofale, capace di convertire qualsiasi elemento in oro. Nell’Ottocento la villa fu distrutta, ma l’unica cosa rimasta in piedi è proprio la porta del laboratorio, dove il marchese fece incidere tutte le formule di Borri. La cosiddetta porta alchemica consiste in un piccolo portale, oggi murato, affiancato da due statue.

Porta alchemica di villa Colombara
Porta alchemica di villa Colombara

Piazza Navona e la maledizione degli amanti

Anche questa piazza così famosa nasconde delle leggende legate all’esoterismo. Ad esempio si dice alle coppie di non girare attorno alla fontana dei 4 fiumi in senso antiorario altrimenti entro 6 giorni si lasceranno a causa di un anatema che una strega scaglio proprio in questa zona.

Fontana dei due Fiumi
Fontana dei due Fiumi

La tomba maledetta di Nerone

Sul Colle degli Ortuli, dove oggi sorge la chiesa di S.Maria del Popolo, troviamo la vera tomba dell’imperatore Nerone. Quando l’imperatore venne sepolto fu piantato un albero di noce sulla terra che copriva la tomba. Si narra che dei demoni scegliessero quel luogo come loro ritrovo abituale, e più tardi, anche le streghe di Roma decisero di tenere le loro riunioni in quel posto. Papa Pasquale II, nel 1099 decise di disperdere le ceneri di Nerone nel Tevere, di far abbattere il noce e di  far costruire una chiesa sul luogo che ospitava il sepolcro. L’altare maggiore ancora oggi si trova proprio nel punto in cui vi era il noce.

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Piazza Santa Croce in Gerusalemme

In piazza Santa Croce in Gerusalemme morì Papa Silvestro II, noto alla storia come il “Papa mago“.

Gerberto D’Aurillac divenne papa il 2 aprile 999 con il nome di Silvestro II, e si narra che fosse talmente erudito che molti credettero che le sue conoscenze derivassero dalla magia o da qualche diavolo.

Inoltre si racconta che  Gerberto avesse una relazione con una strega, che avesse incatenato un demone in una maschera d’oro, che possedesse un libro magico e un Djinn al suo servizio.

Per quanto riguarda la maschera d’oro sembra che il Papa Mago si fece se la fece costruire e che essa fosse magica per cui prevedeva il futuro.  Secondo alcuni, Gerberto avrebbe incatenato un diavolo dentro la maschera e lo avrebbe costretto a dire solamente la verità. La leggenda racconta che Silvestro II chiese alla sua maschera quando sarebbe morto e lei gli rispose “Tu morirai dicendo messa a Gerusalemme”. Effettivamente il Papa morì mentre officiava messa a Santa Croce in Gerusalemme.

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I fantasmi di Roma

Secondo numerose leggende, Roma è popolata da diversi fantasmi, che ogni tanto tornano a fare visita ai residenti passeggiando tra le strade della città.

Il fantasma più famoso è quello di Beatrice Cenci. Si tratta di una giovane dama appartenente ad una delle famiglie più in vista del periodo tardo-rinascimentale. La donna congiurò per uccidere il padre violento ma fu scoperta e decapitata nella piazza di Castel sant’Angelo l’11 settembre 1559. Da allora si dice che appaia sul Ponte di Castel Sant’Angelo proprio la notte in cui fu uccisa.

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Lucysp

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